Asce sei 31 03 pdf

Asce sei 31 03 pdf l’anteprima prima di salvare. V – XI sec d.

Il centro abitato vero e proprio risale, però, al periodo Messapico. Grande città con una cinta muraria di 3. 300 metri di perimetro, Soleto, situata esattamente nel mezzo del Salento, su un altopiano di circa 90 metri sul livello del mare. Salento nel I secolo d. Soleto, in epoca messapica, fu un ragguardevole nodo viario che metteva in comunicazione i più importanti centri messapici.

Le prime abitazioni, di cui sono state messe alla luce le fondamenta nelle campagne di scavo dal 1998 ad oggi, risalgono alla fine dell’VIII secoloa. Nel cortile interno è quasi sempre presente una sepoltura di famiglia con cassa in pietra leccese. Il pavimento è costituito da battuto di tufina e il terreno circostante è terrazzato con muretti in pietra e sabbia di drenaggio. 1,60 x 0,70, quelli esterni disposti di traverso e quelli interni per lungo. Tra le due fila vi è un possente muro a secco dello spessore di circa 3 metri per un totale di oltre 6 metri.

Infine nel 2011 nel fondo Paparusso il rinvenimento di un varco nella seconda cinta muraria corrispondente alla porta nord e di una strada interna parallela alle mura stesse. Il sito preistorico è spostato verso nord nella direzione della strada per S. Venerdia e fu raso al suolo dai Romani. Di quest’epoca rimangono visibili a Soleto deboli tracce di centuriazione nell’ambiente rurale e i resti di una “villa rustica” romana del 150 a.

Paparusso nella campagna di scavo 2011. La struttura, intorno a cui da alcuni anni lavorava l’èquipe di archeologi, si distingue dalle precedenti abitazioni messapiche presenti nella zona, databili intorno al 330 a. La costruzione è centrata intorno ad un vano principale dotato di un pavimento a mosaico, fatto con tegole segate. A seguito della caduta dell’impero romano d’occidente nel 476 d. A partire dal 553 d. Il greco divenne così la lingua ufficiale imposta da Bisanzio e il rito greco quello portato dai papas ortodossi. Molte terre abbandonate furono coltivate dai monaci con l’impianto dell’ulivo e della vite.

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